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Editoriale The Network Spirit

Biodiversità, prodotti biologici e di qualità in Italia e in Emilia Romagna

tnsolioL’Italia è il primo Paese per numero di riconoscimenti Dop, Igp e Stg; i prodotti agroalimentari di qualità al 31 dicembre 2014 (ultima rilevazione Istat) sono 269. I settori con il maggior numero di riconoscimenti sono gli ortofrutticoli e cereali (103), i formaggi (49), e gli oli extravergine di oliva (43). La regione italiana con più Dop e Igp è l’Emilia Romagna, con 41 prodotti riconosciuti. “I prodotti Dop, Igp e Stg si confermano componente significativa della produzione agroalimentare italiana e fattore di competitività delle realtà agricole locali – si legge nel rapporto -. Pur mantenendo talune caratteristiche tipiche dei prodotti di nicchia il comparto dei prodotti di qualità va assumendo connotazioni sempre più rilevanti”. Tuttavia riconoscere e acquistare prodotti di qualità non è un’abitudine diffusa: “Il mercato del Dop, vero tesoro dell’Italia, l’unico che garantisce al 100% la tracciabilità dell’olio di qualità di cui si sente tanto parlare, rappresenta solo il 2% del mercato” (linkiesta.it). Ecco perché per i produttori diventa imprescindibile puntare su una comunicazione mirata, chiara, esaustiva, obiettivo della rubrica #losapeviche e del progetto The Network Spirit nel suo complesso.

Tra le realtà coinvolte nel progetto, rivestono un ruolo particolarmente interessante le aziende produttrici di olio da oliva. L’Emilia Romagna possiede un patrimonio olivicolo importante, sia sul piano economico che sul piano paesaggistico: l’olivicoltura è diffusa in tutta la provincia di Rimini e sulle prime colline di Forlì-Cesena, nel comprensorio brisighellese e imolese e sui primi colli bolognesi. L’olivo in queste zone trova le condizioni migliori di coltivazione nei territori di media e bassa collina dove, con la viticoltura, costituisce talvolta l’unica coltura arborea intensiva possibile. Solitamente occupa aree marginali con elevate pendenze difficili da coltivare, ed è proprio in questi ambiti che l’olivo diventa anche un importante elemento del paesaggio rurale e svolgetnsvino un ruolo insostituibile di salvaguardia ambientale. I danni da gelo e la generale riduzione della produzione degli ultimi anni non hanno impedito la produzione degli oli extra vergini d’oliva DOP dell’Emilia Romagna, (Brisighella e Colline di Romagna), attesi in maggiori quantità e di buona qualità per il 2016. (Fonte: ARPO – Associazione Regionale dei Produttori Olivicoli dell’Emilia Romagna).

L’olivicoltura della provincia di Bologna è giovane e in forte espansione: questo territorio era caratterizzato in passato da un elevatissimo numero di varietà (circa 600 cultivar), drasticamente ridotto dalle gelate; tuttavia è ancora registrata nei piani regolatori comunali la presenza di cultivar nostrane, cosicché i produttori della zona possono ancora intraprendere le coltivazioni autoctone su questi terreni oggi in condizioni favorevoli. La  campagna olivicola 2016 che va ad iniziare è caratterizzata da una produzione in netta ripresa rispetto alle ultime campagne, che hanno risentito ancora delle conseguenze degli ingenti danni da gelo e neve di febbraio 2012 e dei pesanti attacchi di mosca olearia della campagna 2014. Le prime raccolte sono attese per la seconda decade di ottobre e  le operazioni di raccolta si concluderanno verso la fine di novembre.

Ma non solo di olio parliamo: l’Emilia Romagna è una regione ricca di biodiversità, boschi e aree naturali con 2.700 specie diverse di piante, oltre 350 specie di animali vertebrati, 73 tra i 231 habitat definiti a livello europeo di interesse comunitario. Esiste una rete dei frutteti della biodiversità, giardini che custodiscono oltre 200 frutti antichi un tempo tipici del territorio e a rischio di estinzione, come ad esempio la Pesca bella di Cesena,  la mela Campanina, la pera  Cocomerina, la susina Occhio di pernice e l’Albicocca  Tonda di Tossignano; tnsalberoagricoltori custodi vengono selezionati con specifici bandi per coltivare o allevare decine di varietà e specie animali e vegetali antiche, altrimenti destinate a scomparire (fonte: Regione Emilia Romagna).

Nella salvaguardia del nostro patrimonio agricolo e naturale assume un ruolo fondamentale e di grande efficacia la lotta biologica: ultimo il caso dei castagneti dell’Appennino bolognese salvati dalla vespa cinese con l’introduzione di un antagonista, il Torymus Sinensis; un intervento che ha ridotto ai minimi termini la presenza del pericoloso insetto, accidentalmente introdotto in Italia nel 2002, senza intaccare in alcun modo l’ambiente. Una strada da seguire per preservare la biodiversità, incentivare l’agricoltura e le produzioni di qualità.
The Network Spirit
Giulia Foschi

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